“L’arminuta” di Donatella Di Pietrantonio

E’ davvero complicato, in certi casi, raccontare le pagine di un libro agli altri. Mi è già capitato, sembra di non avere le parole giuste per descriverlo. “L’arminuta” di Donatella Di Pietrantonio è un libro che lascia questa sensazione, finisci la lettura e cala il silenzio, il vuoto totale. E’ la storia di una tredicenne che da un giorno all’altro viene “trasferita” in un’altra famiglia, la sua vera famiglia d’origine, come un pacco. Senza un perchè, senza neanche darle il tempo di conoscere i fatti. L’arminuta, che non avrà mai un nome, va a vivere in questa nuova famiglia e trova ad aspettarla una sorella un po’ più piccola (Adriana), e due fratelli (Vincenzo, il più grande e Giuseppe, il piccolo di casa). Riesce a stabilire un bel rapporto con tutti, tranne che con sua madre. Anche lei senza nome, severa, distratta, manipolatrice. In questo libro troviamo, in maniera approfondita, il rapporto madre/figlio, tema sottile raccontato in modo schietto dalla scrittrice abruzzese.

E’ suonata la campanella. Lungo il corridoio gli altri hanno mantenuto una distanza che mi circoscriveva come estranea. Qualcuno aveva attaccato al banco dove stavo per sedermi un’etichetta invisibile con il soprannome che in paese usavano dopo il mio rientro in famiglia. Ero l’Arminuta, la ritornata. Non conoscevo quasi nessuno ancora, ma loro ne sapevano più di me sul mio conto, avevano sentito le chiacchiere degli adulti.

Scritto in prima persona, evidenzia i tratti di una ragazzina diventata troppo presto adulta. Lo fa inserendo alcuni tratti dialettali che vanno a completare l’integrità del testo, che non sono affatto fuori luogo e che ci fanno capire meglio il senso di ogni situazione narrata. L’arminuta va bene a scuola, si accontenta di poco, aiuta con le faccende di casa e arriva ad amare così tanto sua sorella Adriana, da condividere con lei un letto pieno di pipì e qualunque altra cosa. Così comincia per lei una vita totalmente diversa, fatta di sacrifici, di pane che non basta per sfamare tutti, di scontri emotivi e di leggerezze.

‘L’arminuta’ credo sia arrivato nel momento perfetto, è un libro che affronta molto bene il tema della maternità, intesa come cura e protezione, ed è quello che sto affrontando io personalmente con lo studio di alcune novelle di Luigi Pirandello. Potrà sembrarvi banale, o scontato, ma ho ritrovato molte similitudini in riferimento alle donne protagoniste di queste storie. Bellissimo il tema, scrittura molto chiara e una protagonista che affronta in modo diretto il dolore.

Ero l’Arminuta, la ritornata. Parlavo un’altra lingua e non sapevo più a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come puo’ mancare la salute, un riparo, una certezza.

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Titolo : L’arminuta
Autore : Donatella Di Pietrantonio
Editore : Einaudi
Genere : Romanzo
Data di uscita : Febbraio 2017
Prezzo di copertina : €17,50
Pagine : 163 p.

  • DONATELLA DI PIETRANTONIO : vive a Penne, in Abruzzo, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Ha esordito con il romanzo Mia madre è un fiume (Elliot 2011, Premio Tropea). Per Einaudi ha pubblicato L’Arminuta (2017), vincitore Premio Campiello 2017 e Bella mia, con cui ha partecipato al Premio Strega 2014 e ha vinto il Premio Brancati e il Premio Vittoriano Esposito Città di Celano.