‘La donna che pensava di essere triste’ di Marita Bartolazzi – Un racconto-labirinto

Dopo i primi cinque mesi di blog (andati a gonfie vele, vi ringrazierò a vita), credo abbiate capito che non sono una di quelle blogger che riesce a pubblicare quattro articoli al giorno, tutti i giorni. No, al massimo riesco a scriverne cinque al mese, per parlarvi di cose davvero belle. Oggi vi parlo di una nuovissima, neonata collaborazione con una casa editrice romana : Exòrma Edizioni !

Ha scelto di collaborare con me e mi ha omaggiata con una copia di quest’ultima uscita (Ottobre 2017) → “La donna che pensava di essere triste” di Marita Bartolazzi che fa parte della collana quisiscrivemale dedicata alla narrativa.

In una città senza tempo e senza nome, la donna che pensava di essere triste cerca chi possa cucirle la coperta di tristezza di cui ha bisogno. Una piccola folla di personaggi, non si sa se reali o immaginari, si rivela più prodiga di consigli che di aiuto: animali parlanti, sarti collezionisti, figli che abitano in un trafficato supermercato dei sogni, un monumento di bronzo annoiato e girovago. In aggiunta a tutto questo le giornate si popolano di presenze che sembrano avere le sembianze della protagonista. Parti di lei che si sono staccate in un tempo dimenticato continuando a vivere da sole, per conto loro, scelgono quel preciso momento per riapparire. Anche le notti sono ricche di avvenimenti: sogni, visioni, incontri si susseguono. Il racconto si snoda pienamente nella realtà e allo stesso tempo in una leggera, impercettibile, perfetta sfasatura.

Un libro che ha tutte le caratteristiche necessarie per appassionare coloro che, nonostante l’età adulta, gestiscono perfettamente le fiabe. Una sorta di fiaba, quindi, che vede protagonista una donna non definita che vive in una città non definita. In questa città succedono tante cose che non potrebbero accadere a noi lettori: si puo’ parlare con un monumento di bronzo, i gatti parlano, le cassiere del supermercato hanno teste da coniglio e, udite udite, al supermercato è possibile acquistare sogni! 🙂 Eh si, tutto quello che di più stravagante possa esistere nell’universo, lo ritroviamo in questo piccolo libricino di centocinquanta pagine, che riesce a catturare chiunque sia anche solo lievemente innamorato della fantasia.

Non so bene cosa mi abbia spinta a richiedere un libro del genere, non leggevo da un po’ queste storie, sicuramente il consiglio di Veronica Giuffrè (@icalzinispaiati, che adoro seguire) mi è stato molto d’aiuto. Si tratta di una donna che utilizza la tristezza come strumento per dialogare con gli altri personaggi della storia, ma che non mette affatto tristezza.

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Uno stato d’animo diventa il fulcro della storia, il punto cardine, e viene raccontato attraverso un linguaggio molto semplice e alla portata di tutti. Di questa donna, durante tutta la durata del libro, sapremo solo che “pensava di essere triste”, niente di più. Ma questo ci basterà per capire che molto spesso da queste narrazioni, viene fuori quel sentimento che non ha nulla a che fare con la tristezza!

Molti blogger hanno paragonato questa storia ad “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll, proprio perchè riprende il concetto di fiaba e di personaggi strambi animati. Vi ha incuriositi questa breve recensione? Si? Allora avete la possibilità di acquistare questo libro al link qui sotto, ad un minor prezzo! 🙂

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Link per l’acquisto → La donna che pensava di essere triste, Marita Bartolazzi

Titolo : La donna che pensava di essere triste

Autore : Marita Bartolazzi

Editore : Exòrma

Collana : quisiscrivemale

Genere : Fiaba

Data di uscita : Ottobre 2017

Prezzo di copertina : €13,50

Pagine : 156 p.

  • MARITA BARTOLAZZI : è nata a Roma,dove vive. Ha pubblicato I mercati di Roma (Palombi editore). Lavora da alcuni anni nell’editoria, attualmente collabora con la casa editrice Logart Press e con la rivista Tutto italiano.

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