“Un viaggio chiamato vita” di Banana Yoshimoto – L’arte del saper raccontare

Dopo una breve pausa (causa studio eh, non prendetevela con me) di circa due settimane, torno sul blog per parlarvi di un libro che ha confermato le mie aspettative. Sto parlando di, come avrete notato dal titolo, ‘Un viaggio chiamato vita’ di Banana Yoshimoto. Dopo aver letto (e amato) il suo ‘High & Dry – Primo amore‘ (Feltrinelli, 2011), ho portato a casa anche lui. Sappiamo bene che la particolarità di quest’autrice è sempre stata quella di saper raccontare al meglio le vicende dei suoi personaggi, descriverle come se fossero suoi amici, come se ogni volta queste storie fossero anche un po’ le sue. In questo libro si parla molto di esperienze di vita, vicissitudini quotidiane, momenti strettamente femminili in cui rivedersi come donna, come madre, come figlia. E il viaggio, inteso in senso fisico e metaforico, in questo volume gioca sicuramente il ruolo di protagonista.

La vita è un viaggio, e come tutti i viaggi si compone di ricordi.

Banana Yoshimoto racconta piccoli frammenti di vita quotidiana che molto spesso dimentichiamo, ma che hanno un valore fondamentale. Il ruolo dei genitori, la bellezza di alcuni luoghi visitati, la potenza dei ricordi, la nascita di un figlio e il sapore delle castagne. Difficile dimenticare alcune frasi che accompagnano il percorso di crescita degli uomini. Ancor più complicato, invece, non rivedersi in alcuni passi di questo libro. L’importanza di dire ‘grazie’ o ‘per favore’. Le mille emozioni che regala la vita, la felicità, lo stupore, la ricchezza degli affetti.

Ogni persona è unica. E’ la cosa più importante di tutte, eppure troppo spesso ce ne dimentichiamo.

Quante volte i ricordi riempiono giornate intere? Quante volte ci fanno cambiare umore? Quante volte ci sforziamo di eliminarli dalla nostra mente? Tante, forse troppe. Ma i ricordi richiamano qualcosa successa in passato, bella o brutta che sia. Azioni coraggiose, giornate pesanti, momenti perfetti. Questo libro è una raccolta di piccoli saggi che vogliono comunicare bellezza e che ricordano al lettore di non perdere mai la fiducia negli altri, di riprendere in mano il proprio tempo, il tempo della vita e di ricordare che da ogni viaggio si torna sempre un po’ cambiati, diversi.

La scrittura della Yoshimoto è sempre leggera, riesce a trasportare facilmente in qualunque posto descritto. I profumi e le sensazioni diventano reali, anche se si sta seduti ad una scrivania. E poi, i momenti migliori, sono quelli che ci fanno dimenticare tutto il resto del mondo, ci fanno immergere in una sensazione di libertà totale. La funzione di un libro è anche questa, poter viaggiare senza neanche spostarsi di un millimetro, senza avere passaporto e biglietto. Così, la scrittura e la lettura stessa diventano il vero e proprio viaggio. Verso chi o cosa, sarà il lettore a deciderlo. Con la mente o con il corpo. L’importante è viaggiare.

Per la saggistica sono negata, e forse non migliorerò mai. Anche i testi di questo libro, più li leggo e più mi sembrano un disastro, però una cosa è certa, e cioè che rappresentano uno spaccato preciso di un periodo. La vita è un viaggio, accumuliamo ricordi, vivere in Giappone è difficile, di questo ho scritto. Ma non c’è scritta neanche una cosa che non pensi davvero. E’ il solo motivo che mi rende fiera di questi modesti saggi.

                                                                                                                         Banana Yoshimoto

Link diretto ad Amazon per acquistarlo → Un viaggio chiamato vita – Banana Yoshimoto

Titolo : Un viaggio chiamato vita

Autore : Banana Yoshimoto

Editore : Feltrinelli

Genere : Saggistica

Data di uscita : Aprile 2016

Prezzo di copertina : €8,50

Pagine : 187 p.

  • BANANA YOSHIMOTO : nata a Tokyo nel 1964. Autrice di romanzi dal tratto sognante e inconfondibile. Approdata in Italia nel 1991 con il suo esordio, Kitchen, da allora ha conquistato un grandissimo numero di lettori confermandosi autentico caso letterario. Tra i riconoscimenti ottenuti per i suoi lavori vi sono il premio Scanno nel 1993, il premio Maschera d’Argento nel 1999 e il premio Capri nel 2011.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...